Tuesday, March 20, 2012

Il mito della battaglia del piatto delle Glières + un bell’avvenire per il revisionismo?


Nel suo Histoire des Français sous l’Occupation, Henri Amouroux, il cui coraggio non era che relativo, si era già fatto l'eco dei dubbi che si potevano nutrire alla sua epoca sulla storia ufficiale di ciò che, ancora oggi, si chiama pomposamentela battaglia del piatto delle Glières”.
            Rinvio ai miei propri Ecrits révisionnistes 1974-1998, p. 721 ("Lettre à Jacques Willequet") e 735 ("Les révisionnistes proposent un débat public").
            Oggi raccomando vivamente l'articolo del Point.fr datato il 19 marzo 2012 (http://www.lepoint.fr/societe/la-battaglia-dei-glieres-ha lei-avere-luogo-19-03-2012-1442712_23.php)
            Eccone l’inizio:

La battaglia delle Glières ha avuto luogo?
Una tesi [di Claude Barbier] imbarazza la versione comunemente ammessa secondo la quale un pugno di partigiani ha resistito all’esercito nazista.
La battaglia delle Glières del 26 marzo 1944, simbolo della Resistenza commemorata ogni anno da Nicolas Sarkozy, non sarebbe che una leggenda creata di tutto punto? Questa tesi, sostenuta da nuove ricerche storiche, suscita polemiche in Alta-Savoia.
“Uno dei blasoni della storia millenaria ed eroica della nazione”, ha scritto di essa l’accademico Max Gallo, una “grande e semplice storia”, diceva l’ex ministro della Cultura André Malraux, o semplicemente la “prima battaglia della Resistenza”, secondo il sito dell’Association des Glières: il piatto delle Glières, che Nicolas Sarkozy visita tutti gli anni a partire dal 2007, ha una storia meno semplice di quel che sembra, se si crede al risultato di nuove ricerche che suscitano una forte emozione.
Mito
Al centro della polemica si trova la tesi di Claude Barbier, sostenuta nel novembre 2011 alla Sorbona davanti una giuria di specialisti di quel periodo, Olivier Wieviorka, Jean-Pierre Azéma, Pascal Ory, Gilles Vergnon et Jean-Marc Berlière. Questo dottore in storia di 47 anni [si tratta di Claude Barbier], che ha avuto accesso a degli archivi fino ad allora inutilizzati, intacca seriamente la versione ufficiale degli avvenimenti. “Non c’è stata una battaglia a Glières”, asserisce. “Ciò che è chiamato la battaglia delle Glières il 26 marzo 1944, sono 2 partigiani uccisi ed un altro ferito durante una ricognizione offensiva di un distaccamento tedesco dai 30 a 50 uomini”, aggiunge.

            La conclusione dell’articolo interesserà particolarmente i revisionisti. Vi si legge:

Jean-Marc Berlière, professore emerito all’università della Borgogna [e membro della giuria], predice [...] “uno straordinario tornante storiografico” sul periodo [dell’Occupazione]. “Durante 60 anni, si è vissuto su delle equazioni false. Grazie all’apertura degli archivi ed ad una nuova generazione di storici che non si autocensurano più, si andrà molto a sfumare e a correggere ciò che è stato scritto” sull’Occupazione, promette. “Poco a poco, un certo numero di avvenimenti appariranno per ciò che sono: dei miti, delle leggende”, assicura.
            [Fine dell’articolo]

           I commenti dei lettori non mancano neanche di interesse.

          Ricordo che Jean-Marc Berlière, specialista della storia delle polizie in Francia, ha segnatamente pubblicato nel 2009, da Larousse, in collaborazione con Frank Liaigre, un eccellente libro intitolato L’Affaire Guy Môquet – Enquête sur une mystification officielle, ed io mi permetto di rinviare al mio articolo del 22 ottobre 2007 "Quels tracts Guy Môquet distribuait-il ?" (Che volantini distribuiva Guy Môquet?), in Ecrits révisionnistes 2005-2007, p. 332.
20 marzo 2012
Traduzione a cura di Francesca Maria